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icona  Il pianista ascolano di fama internazionale all'opera per la Regione Marche

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“Nell'istante in cui mi veniva commissionato, commenta Giovanni Allevi -  l'Inno delle Marche si è affacciato nella mia mente pressoché intatto e delineato nei suoi aspetti essenziali. Ho voluto che la sua melodia portante si distaccasse dall'aria solenne ed austera di un inno ottocentesco, per assumere i connotati della leggerezza e della contemporaneità, pur restando legata alla tradizione romantica, perché potesse restituire i caratteri di una terra schietta, sincera ed alacre, e nello stesso tempo poetica e profonda.

Ho elaborato l'orchestrazione dell'Inno durante la fase americana del mio “Joy Tour”, il che mi ha permesso di pensare alle Marche con la nostalgia e l'affetto di chi deve lasciarla per lavoro o per seguire le proprie passioni e i propri sogni, e immaginandomi per questo accomunato, nella mia avventura, a tutti i marchigiani nel mondo che volessero ricordare, attraverso quelle note, la propria terra d'origine.

La melodia portante è più volte ripetuta, sempre con maggiore intensità, a significare la dolce determinazione del carattere marchigiano, che raggiunge i propri obiettivi senza prevaricazione, ma con convinzione; ed accenni ad atmosfere rinascimentali riportano la mente ad antica fierezza. Domina in tutto l'Inno un pathos struggente e nostalgico, unito alla consapevolezza di un futuro limpido e sereno.”


      
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